Gruista

Quando salgo sui tetti per manovrare la gru tutto cambia, nonostante il peso della responsabilità sia alto. Vedo le torri emergere dalla nebbia del mattino, la luce infilarsi nei vicoli e il cantiere prendere vita. La sera il sole si abbassa dietro le torri e colora il borgo in modo diverso in ogni stagione. In quei momenti capisco che il mio lavoro non è solo lavoro: è un privilegio.

Montare una gru nel cuore di San Gimignano non è stata un’operazione come le altre. Ogni movimento è stato studiato al millimetro, ogni fase ha richiesto calcoli precisi, verifiche strutturali e un coordinamento perfetto tra squadra e logistica. Il rischio era altissimo e il peso della responsabilità si è fatto sentire fin dal primo giorno. 

Una delle fasi più delicate è stata trasportare “a mano” i pezzi della gru attraverso Piazza della Cisterna: il timore, che poi si è trasformato in obiettivo, era operare senza compromettere la pavimentazione storica. Ci sono voluti quattro giorni per completare il montaggio: in un contesto normale sarebbe bastata poco più di mezza giornata. Non esiste margine per l’improvvisazione quando si movimentano materiali in un cantiere come questo. E’ necessario garantire stabilità, sicurezza, equilibrio. La gru deve operare senza disturbare ciò che esiste da secoli con il rischio di rovinarlo in caso di errore. 

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