Sette secoli di trasformazioni, un’unica identità
Il San Domenico è un complesso architettonico di notevole rilievo, riconosciuto di interesse storico-artistico.
Ha rivestito funzioni di convento dalla sua prima edificazione, risalente al XIV secolo, fino al 1787, anno della soppressione del monastero, per poi essere destinato a carcere dal 1833 al 1995. Da quel momento in poi, il complesso resta silenzioso. Oggi, grazie a un project financing della durata di 69 anni, San Domenico torna a essere spazio pubblico, culturale e produttivo.
L'ex convento e ex carcere di San Domenico a San Gimignano
IL COMPLESSO
Inserito nella prima cinta muraria di San Gimignano, a ridosso di piazza della Cisterna e piazza Duomo, costituisce il punto terminale di via del Castello, uno dei tre assi principali della struttura urbana del centro storico cittadino, compreso nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco fin dal 1990. Esteso su una superficie di circa tredicimila mq, il complesso copre circa il 10% del tessuto edilizio del centro storico. E’ composto da un corpo principale, posto all’interno della cinta muraria, che costituiva anticamente il convento e poi l’istituto penitenziario, ed una porzione esterna delle mura, che ospitava gli alloggi di servizio del carcere, alle quali si aggiunge una vasta area di orti, esterna alle mura, documentata fin dal XIV secolo, comprensiva di un interessante sistema di grotte ipogee. Sorto sul sedime di un’antica chiesa e frutto di successivi ampliamenti, il San Domenico si sviluppa attorno ad un chiostro centrale di ampio respiro e di notevole pregio estetico. La fase di trasformazione, risalente al primo Novecento, è legata alla conversione del convento in carcere. Esaurite le funzioni di istituto penitenziario, dal 1995 il San Domenico è rimasto pressoché totalmente inutilizzato ed ha subito limitati interventi di manutenzione palesando uno stato di conservazione sempre più precario.
OBIETTIVO
L’obiettivo che l’amministrazione comunale, in comunione con la Regione Toscana, ha inteso perseguire era una piena acquisizione alla fruizione pubblica di una rilevante porzione dello straordinario tessuto architettonico del centro storico di San Gimignano, pervenendo ad un ‘ampliamento’ della città tramite la creazione di varie aree destinate alla pubblica fruizione nell’ambito di un nuovo ‘quartiere’ che connoti culturalmente la città esaltando le caratteristiche paesaggistiche, storico-artistiche, enogastronomiche e produttive del territorio e fornendo nuove occasioni per un turismo ‘qualificato’ tramite l’attivazione di nuovi percorsi di visita rispetto alla consueta direttrice Via San Giovanni- Piazza della Cisterna- Piazza Duomo-Via San Matteo. A realizzare il progetto di recupero è Opera Laboratori, con la sua controllata Opera San Gimignano srl.
Linea del tempo: Passato - Presente - Futuro
Avvio costruzione convento domenicano
Nell’anno della sottomissione di San Gimignano a Firenze fu edificato un convento destinato a ospitare una comunità di monaci domenicani. San Domenico si affermò fin da subito come centro di spiritualità e cultura, ampliandosi progressivamente. L’edificio originario, in pietra, era affiancato a una torre trasformata in campanile; al pianterreno si trovavano sagrestia, sala capitolare, refettorio e cucina, mentre al piano superiore era collocato il dormitorio. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento furono ampliati chiesa, chiostro e ali conventuali, che ospitarono anche una libreria. Il complesso si arricchì nel tempo di decorazioni pittoriche legate alle scuole senese e fiorentina, diventando un importante riferimento culturale. Nel 1527 parte del campanile crollò, probabilmente a causa di un fulmine.
Soppressione del convento e conversione in carcere
Verso la fine del Settecento, la diminuzione costante del numero dei frati, fino al completo abbandono, fu la causa della soppressione del convento. Anche se inizialmente, in periodo napoleonico, sembrò che i domenicani potessero rientrare in possesso del complesso, i tentativi furono resi vani. Dopo la caduta di Napoleone, il convento sangimignanese restò escluso dalla disposizione di riapertura e, dopo una breve parentesi, il complesso di San Domenico tornò in proprietà del demanio granducale, che lo mantenne inutilizzato fino al 1833, anno in cui fu convertito in istituto carcerario, subendo una serie di importanti trasformazioni. Le celle monastiche vennero trasformate in spazi di detenzione e la cinta muraria adattata a camminamento di ronda. Questa trasformazione segnò una cesura netta con il passato spirituale del luogo, che perse il suo ruolo originario.
Chiusura del carcere e abbandono
Nonostante il riconoscimento del centro storico di San Gimignano come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1990, il San Domenico (che costituisce ben il 10% del centro cittadino), esaurita la sua funzione di istituto penitenziario, cadde progressivamente in abbandono diventando una presenza dormiente nel cuore della città.
Aggiudicazione bando a Opera Laboratori e avvio progetto di recupero (2024)
Opera Laboratori, azienda leader nel panorama nazionale della gestione museale, con la sua controllata Opera San Gimignano srl si aggiudica il bando pubblico per la realizzazione del progetto di recupero del San Domenico.